Altre scosse

Mentre stamattina si registra una lieve scossa di terremoto che è stata avvertita tra le province di Caltanissetta e Palermo e l’attività dell’Etna si risveglia, nella storia infinita Pdl-Sicilia-lealisti-governo regionale, ieri si è abbattuta come un ciclone una scossa più violenta: la denuncia di Repubblica, nell’ultimo di una lunga serie di articoli dedicati alla vicenda. Che fa il paio con l’intenzione dei 19 deputati ufficiali del PDL di votare a favore della mozione di sfiducia per l’assessore Armao che si dovrebbe discuterà mercoledì prossimo (il destino di Armao è in bilico: sulla carta, la mozione a lui sfavorevole può disporre di 60 voti su 90 Pdl+Udc+Pd, Maira e Cracolici, si sono già espressi per la destituzione di Armao). Dopo che l’Assessore Armao a seguito delle accuse lanciate in Aula dal capogruppo dei democratici Cracolici – finite sul tavolo della Consob in seguito all’esposto presentato dallo stesso capogruppo – aveva rinunciato, per motivi di opportunità, alla delega alla protezione civile. Minacciando anche improbabili azioni in sede penale e civile.

L’assessore Armao contro la Regione. No, non è uno scherzo. E’ pura realtà, ormai documentata e accertata. L’esponente della giunta Lombardo è, o è stato, infatti, nella sue veste di stimato avvocato amministrativista, controparte della Regione. Ed il paradosso non riguarda un singolo caso ma si è ripetuto ben otto volte. Dopo la polemica sul presunto conflitto d’interessi dell’assessore alla Presidenza per i suoi trascorsi da consulente del gruppo Falck (la cui società partecipata Tifeo avrebbe dovuto realizzare uno dei termovalorizzatori dell’Isola), dunque un altro caso si abbatte prepotentemente su Armao. In otto procedimenti giudiziari, infatti, l’assessore-avvocato ha difeso società e soggetti privati in cause intentate conto l’amministrazione regionale. Ecco, in breve, i casi (raccontati oggi da Repubblica) in cui Armao ha fatto causa alla Regione: 12 giugno, l’assessore deposita un ricorso contro l’assessorato al Lavoro in favore della società Edilservice, coinvolta in una vicenda riguardante un appalto per l’affidamento di servizi nel piano di formazione e pubblicità; 7 maggio, Armao deposita un ricorso in difesa di Salvatore Maria Grillo, già commissario liquidatore della Media project, contro l’assessorato alla Cooperazione, ed in bel altri due casi il legale ha costituito la controparte di questo assessorato (ancora a difesa della Edilservice per l’esclusione dal piano delle attività promozionali, e nella vicenda processuale dei compensi degli amministratori in favore della Camera di Commercio di Palermo); Armao ha, poi, tutelato gli interessi della clinica Cosentino per ben due volte, intraprendendo un procedimento anche contro l’assessorato alla Sanità guidato da Massimo Russo, per un problema di revisione di budget; l’avvocato palermitano ha inoltre condotto, per conto di Tifeo, un contenzioso con l’assessorato all’Industria per una vicenda di assegnazione di un lotto di terreno; in una circostanza l’assessore alla Presidenza è riuscito addirittura a fare causa ad un assessorato, di cui in quel periodo deteneva lui stesso l’interim (quello ai Beni Culturali che aveva impedito la costruzione di un parco eolico in provincia di Caltanissetta). Insomma il politico Armao contro il legale Armao, ma è difficile dire chi dei due alla fine l’abbia spuntata.

via L’assessore Armao il “nemico” della Regione «Il nuovo quotidiano online sulla Sicilia – Live Sicilia.

In serata l’assessore ha risposto e contrattaccato con un comunicato stampa. “Nei miei riguardi attacchi infondati”. Armao aveva già dichiarato: «Il presidente Lombardo ha chiarito che da assessore non mi sono mai occupato di rigassificatori. Né l’ho fatto prima, da legale. Il resto è solo speculazione sulla mia vita privata, volgare come coloro che la utilizzano per barbare finalità politiche».

Intanto i co-coordinatori regionali Giuseppe Castiglione e Domenico Nania (i cosiddetti lealisti), ancora regolarmente in carica, hanno convocato per oggi e domani un Forum regionale del partito a Taormina. Tema dell’incontro, aperto a tutti i simpatizzanti, “E’ giunta l’ora di fare il partito”. Il programma prevede due giorni di incontri e dibattiti “in cui – dicono Castiglione e Nania – i vertici del partito cercheranno di dare risposte alla base sui diversi interrogativi che da mesi animano il dibattito interno al centrodestra:

  • Che cosa occorre per trasformare una lista in un partito?
  • Cosa c’è e cosa manca in questo PdL?
  • Quale potrebbe essere la sua forma partito?
  • Le primarie possono essere un sistema utilizzato per selezionare la classe dirigente?
  • Quale ruolo deve avere il PdL nel futuro della Sicilia?”

Secondo i co-coordinatori

“la costruzione del PdL  è una grande sfida che si può affrontare in due modi: quello di chi pensa al partito unico del centrodestra come ad un’operazione calata dall’alto o quello di chi lo vuole come il partito degli italiani. Noi al Forum di Taormina parleremo di questa seconda via. Proprio per questo abbiamo pensato ad un’assemblea aperta a tutto il popolo del centrodestra”.

Dal Forum di Taormina, sembra, usciranno anche i nomi dei nuovi coordinatori provinciali del Pdl, che potrebbe spiegare anche la fretta nella creazione del nuovo gruppo all’Ars (per ribadire il loro leale e forte sostegno al governo regionale). Intanto come ampiamente previsto il gruppo degli amici di Miccichè e dei finiani “autonomi”, non si potrà chiamare Pdl-Sicilia, ma si chiamerà per il momento “Gruppo-Sicilia“. Qui la comunicazione all’Aula del Presidente dell’Assemblea.

La denominazione del Gruppo come sopra riportata non può pertanto essere accolta negli atti ufficiali dell’A.R.S.  Il nuovo Gruppo assume quindi provvisoriamente la denominazione di “Gruppo Sicilia”, salvo successiva comunicazione di modifica del nome, che la Presidenza si impegna a definire d’intesa con il gruppo stesso.

Eppure era il lontanissmo 1980 quando, intervistato, Leonardo Sciascia diceva molto semplicemente: “la società italiana non si affida più ad alcun principio. E’ come se non ci fossero più principi morali, religiosi, economici… E’ come se il popolo avesse perso la sua memoria, la memoria storica…”

Forse, avrebbe detto lui, dietro questa incredibile vicenda politica, che sembra non avere mai fine, c’è veramente l’Italia oggi. Altro che Pdl del futuro.

ps: Speriamo, se era quello uno dei motivi, che dopo gli incontri al vertice con Casini, qualcuno finalmente decida di decidere. Mentre sul “Manifesto”, oggi, Fabio Granata “lancia” un Pdl “autonomo” in ogni regione.

Tag:, ,

Commenti »


Scrivi il Tuo Commento

Nome: (Obbligatorio)

Mail: (Obbligatorio)

Website: