Serve
questa crisi deve rappresentare l’opportunità “epocale” per mettere mano al mercato del lavoro italiano e riformarlo dalle fondamenta. Ripetiamo cose già lette, dette e scritte: serve una disciplina dei sussidi di disoccupazione che siano universalistici, tali cioè da coprire tutti i lavoratori, e non solo quelli appartenenti alle imprese maggiori e dotate di maggior potere di lobbying. Serve anche una imposta negativa sul reddito, che agisca integrando la retribuzione di mercato nei casi in cui quest’ultima sia insufficiente ad assicurare un’esistenza dignitosa [...]
Serve, in estrema sintesi, una riforma del welfare che liberi il mercato e rafforzi il principio di cittadinanza. Si pensi al funzionamento degli stabilizzatori automatici rappresentati dai trasferimenti pubblici. Quando l’attività economica rallenta, dovrebbero aumentare i trasferimenti ai cittadini che hanno perso l’occupazione. In un sistema di welfare ben disegnato ciò avviene in modo automatico, senza ritardi amministrativi che non siano l’iscrizione ad apposite liste pubbliche. Inoltre, proprio perché chi perde il lavoro tende ad avere una propensione al consumo molto alta (avendo perso la fonte principale del proprio eventuale risparmio), lo stimolo espansivo così indotto tende ad essere tempestivo, mirato, temporaneo e con un elevato effetto moltiplicativo iniziale sul Pil. In Italia, invece, il forte dualismo del mercato del lavoro e l’assenza sostanziale di protezione per i precari ed i lavoratori delle piccole e medie imprese tende a ridurre l’efficacia degli stabilizzatori automatici, deprimendo di più e più a lungo la domanda di consumi delle famiglie.
Per perseguire questo obiettivo strategico l’attuale esecutivo ha praticamente ancora tutta la legislatura davanti a sé. L’apparentemente migliore condizione delle strutture finanziarie e creditizie italiane di fronte alla crisi, e l’approccio rigoroso fin qui tenuto nella gestione dei conti pubblici non devono esimere da interventi in profondità sul sistema. Diversamente, come nel caso del pacchetto appena approvato, misure vincolate dalla ristrettezza delle risorse fiscali disponibili rischiano di non avere sufficiente capacità di stimolo.
[via Phastidio]

















