Scarsa trasparenza

Ora il Campidoglio rinunci ad essere una holding finanziaria!

La polemica sul “buco” finanziario della Capitale ha anzitutto una ragione: la scarsa trasparenza della contabilità pubblica italiana. Immaginate se la stesso balletto di cifre riguardasse una qualunque società quotata in Borsa, con 25mila dipendenti ed un fatturato annuo di quasi 6 miliardi di euro: tra una dichiarazione di Alemanno e una conferenza-stampa di Veltroni, intervallate da qualche intervento di Berlusconi e Tremonti, il titolo sarebbe stato più volte sospeso e sarebbero sorti non pochi sospetti di insider trading. E già questo basta a formarsi un primo giudizio sulla vicenda.

Ma scendiamo nei particolari. Sull’entità del debito di Roma, girano ben tre versioni: la Veltroniana (6,87 miliardi), l’Alemannina (9,76) e quella della Ragioneria generale dello Stato (8,15). Non è per terzismo politico che consideriamo le prime due sbagliate e corretta quella del Ragioniere Canzio. Non è per partigianeria che riteniamo l’errore di Veltroni profondamente più grave. continua

Veltroni ha risposto alle contestazioni contrapponendo i debiti di Milano (comune amministrato dal centrodestra), oggi il prof. parla dell’eredità di Albertini. Qui, invece, si parla di cure dimagranti e si propongono soluzioni, senza fare distinzioni sul colore politico di chi amministra e mettendo da parte derby e primogeniture.

Aspettando governo e opposizione all’opera, in particolare sul progetto che portava la firma di Linda Lanzillotta e riguardava la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, affossato nei meandri “oscuri” della scorsa legislatura.

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1 Commento »

  1. Giuseppe scrive

    27 giugno 2008 @ 17:23

    La liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Quando c’è degrado politico la soluzione è sempre la liberalizzaione, si sono visti gli effetti sui consumatori di queste liberalizzazioni, dall’energia alla telefonia, dal gas all’acqua. Quello che prima era pubblico è diventato privato a favore dei soliti noti appoggiati dai politici, formando oligarchie economiche sempre più difficili da contrastare (senza parlare delle municipalizzate). Non si potrebbe cominciare per una volta a fare controlli più severi su come vengono gestiti i soldi pubblici e formare una classe dirigente che utilizza gli strumenti della politica a favore di tutti e non solo del proprio tornaconto? Una pura chimera? Ma almeno non credo di trovare una soluzione con le liberalizzazioni. Una volta le opposizioni (di destra e di sinistra) erano moralmente più impegnate, ora l’indistinto è la regola.

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