Sbalordimenti
Bruxelles: «Sbalorditi dall’Italia». Qui Carlo Stagnaro risponde, Sbalorditi da Bruxelles:
Il Commissario europeo all’ambiente, Stavros Dimas, ha attaccato (salvo poi innestare una parziale marcia indietro) le stime italiane sui costi del pacchetto clima. Secondo il commissario, le valutazioni fornite dal ministero dell’Ambiente – che parlano di 18-25 miliardi di euro / anno – sarebbero gonfiate. Di rimando, fornisce una cifra più modesta, dell’ordine di 9,5-12,3 miliardi / anno. Mi sembra una risposta imbarazzante, per due ragioni. La prima – come ha giustamente notato il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo – è che la Commissione smentisce le sue stesse stime, secondo cui il costo cumulato sarebbe di 181,5 miliardi di euro “spalmati” su 11 anni, cioè poco meno di 18 miliardi / anno. La seconda, e più importante, è che la questione non è aritmetica, ma sostanziale. continua
La Marcegaglia appellandosi al governo «Piano-clima, l’Ue uccide l’industria, definisce il piano inaccettabile e devastante e lo riassume così:
Maggiori costi di 180 miliardi l’anno per le imprese europee, e di 20-27 solo per quelle italiane». Il tutto per ottenere un beneficio, in termini di riduzione delle emissioni di Co2 (il biossido di carbonio), «tra lo 0,3 e lo 0,53%» [...] Il che porta all’altro grande nodo: «In condizioni simili, e con una recessione alle porte, l’Europa corre un forte rischio di delocalizzazione. Il che aggreverebbe ulteriormente il pericolo per l’occupazione: secondo i nostri colleghi tedeschi, potrebbero svanire centinaia di migliaia di posti di lavoro».
E con un problema nel problema. Accanto al «pacchetto clima» ci sono i provvedimenti che riguardano le auto. Ai costruttori costerebbe 45 miliardi l’anno, per un taglio delle emissioni stimato nello 0,0015%. «Ridicolo», ripete Emma Marcegaglia. Con un’aggravante: i costi maggiori sono, paradossalmente, a carico di chi produce le vetture meno inquinanti, ossia le piccole e medie. Fiat sarebbe insomma la più penalizzata (non a caso Sergio Marchionne parla di «danni enormi» e valuta, intanto, l’uscita dall’associazione europea). Confindustria è al fianco del Lingotto nella denuncia: «Di fatto pagherebbe solo l’industria italiana. Inaccettabile».
Veltroni attacca: «Berlusconi ci isola». «ll monito di Napolitano: tutelare l’economia ma rispettare l’ambiente». Il Pd: esecutivo irresponsabile. Il governo risponde a Bruxelles: si rilegga le carte.
















