Safe, legal and rare
Vuole anche lei vietare l’aborto?
Assolutamente no. Io la penso come Hillary Clinton: l’aborto deve essere “safe, legal and rare”. Sicuro, legale ma anche raro.
Continuo il post.
Detto questo, non vedo perché non se ne possa discutere e non capisco perché ogni volta che si tenti di farlo, significhi tentare di fare battaglie di “retroguardia”. Bisognava lasciare forse l’argomento solo ai medici degli ospedali di Milano che si sono già dati linee guida che mettono paletti all’applicazione della legge?
Il senatore del Pd Ignazio Marino, presidente della commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, che si dice oggi pronto a discuterne, ha dichiarato, spero senza per questo essere arruolato tra i “pericolosi” teodem:
Voglio sottolineare che non possiamo nascondere che la scienza ha fatto enormi progressi e passi avanti fino ad oggi, permettendo a bambini di poche settimane di sopravvivere in seguito ad un parto prematuro. E’ chiaro, io credo che i nostri comportamenti e le nostre leggi devono necessariamente tener conto dei progressi della scienza e della tecnologia.
Qualche tempo fa “discutendo” con Giuseppe Regalzi (ancor prima della proposta di moratoria e polemiche conseguenti) ho scritto queste cose, che continuo a pensare anche oggi.
In quel caso si parlava di una proposta di legge in Veneto, che lui presentava come l’oscenità veneta, per poi aggiungere:
dalla lettura dei documenti che l’accompagnano si capisce che l’intento è quello di far sì che i volontari possano avvicinare ogni donna che varca la soglia di un consultorio o di un ospedale, presentarle la loro sozza propaganda e chiederle o dirle tutto quello che vogliono.
Risposi allora: A Giuseppe vorrei ricordare, anche se non ne ha bisogno, solo i primi articoli della 194:
1. Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non e’ mezzo per il controllo delle nascite. Lo Stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che lo aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite.
2. I consultori familiari istituiti dalla legge 29 luglio 1975, n. 405 (2), fermo restando quanto stabilito dalla stessa legge, assistono la donna in stato di gravidanza:
a) informandola sui diritti a lei spettanti in base alla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali concretamente offerti dalle strutture operanti nel territorio;
b) informandola sulle modalità idonee a ottenere il rispetto delle norme della legislazione sul lavoro a tutela della gestante;
c) attuando direttamente o proponendo allo ente locale competente o alle strutture sociali operanti nel territorio speciali interventi, quando la gravidanza o la maternità creino problemi per risolvere i quali risultino inadeguati i normali interventi di cui alla lettera a);
d) contribuendo a far superare le cause che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza.
I consultori sulla base di appositi regolamenti o convenzioni possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione volontaria di idonee formazioni sociali di base e di associazioni del volontariato, che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita. La somministrazione su prescrizione medica, nelle strutture sanitarie e nei consultori, dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte in ordine alla procreazione responsabile è consentita anche ai minori.
Fin qui la 194.
Ad analoghe conclusioni è giunto il rapporto conclusivo dell’indagine conoscitiva elaborato dalla Commissione Affari Sociali della Camera sull’applicazione della 194:
Il concetto di prevenzione dell’aborto implica anche il sostegno affinchè la gravidanza possa giungere al suo naturale termine;
La funzione specifica dei consultori familiari è quella di fornire alla gestante che domanda l’ivg difficile o indesiderata una solidarietà fatta di consiglio e di aiuto concreto diretta a tutelare la vita del figlio insieme alla vera libertà della madre che è quella di non abortire;
Il pieno utilizzo del potenziale di risorse umane che può essere assicurato dal volontariato come peraltro previsto dall’art.2 della 194.
Non è detto che se sul sito del Movimento per la Vita ci sono articoli deliranti, tutti gli iscritti del Movimento per La Vita debbano essere dei pazzi furiosi, sporchi e cattivi, almeno il beneficio del dubbio…
Si può anche far volontariato per il Movimento per la Vita in modo corretto e cercando di aiutare le donne o no?
Nessuno mi sembra voglia mettere in discussione la 194, nessuno vuole imporre dei consigli non richiesti a nessuno, credo solo che si voglia dare la possibilità, a dei volontari (anche se del Movimento per la Vita et similia) di collaborare per la corretta attuazione della 194.
Io credo che le donne potranno dire di aver vinto sull’argomento aborto, quando altri metodi saranno utilizzati da tutte le donne per la prevenzione della gravidanza indesiderata.
Questo avevo detto allora e questo penso oggi e spero sempre che se ne possa discutere senza “guerre di religione” aprioristiche, senza barricate e senza necessariamente trattare chiunque ne parli come un “pericoloso” complice di battaglie socialmente e culturalmente regressive.
Tanto tempo fa il «Corriere della sera» pubblicò un’intervista a Norberto Bobbio. Il filosofo, tra i massimi esponenti della cultura laica del dopoguerra esordiva così:
Le ragioni di chi ha a cuore la vita vanno ben oltre la crociata contro una legge dello Stato, vanno oltre il relativismo di chi vuole dipingere le posizioni opposte come pericolo di un ritorno agli aborti clandestini.
Chissà che noi blogger, prima o poi, riusciremo come dice Luca a sviluppare e valorizzare la capacità di generare informazione in modo autonomo e indipendente. L’equazione, secondo lui, è semplice: più visione più progettualità, più notizie e critiche, meno rabbia.
update: da leggere.


















nicola scrive
4 gennaio 2008 @ 13:12
Bravo… condivido… io ci ho fatto volontariato in una struttura di aiuto a madri in difficoltà, venivano pure persone del movimento di aiuto alla vita.
Io fondamentalmente sono contrario all’aborto ma ne ho viste tante di situazioni che mi hanno fatto credere che quanto meno ci debba essere una legge che lo regoli in maniera completa (comprendendo anche la prevenzione)
Il problema è che a volte ci sono gli eccessi da una parte e dall’altra, ho visto assistenti sociali proporre l’aborto come se fosse una pillola per il mal di testa e persone incaponirsi sul non fare abortire in situazioni decisamente difficili…
DestraLab scrive
5 gennaio 2008 @ 11:22
Brava, casomai, femminuccia
Camelot Destra Ideale scrive
5 gennaio 2008 @ 12:51
Condivido, però non possiamo nemmeno negare che dietro richieste “legittime”, si celi la volontà di abolire la 194 (in alcuni casi)…questa idea è diffusa anche se difficilmente espressa…se vieni da me, un paio di persone hanno detto che la 194 andrebbe abolita…secondo te, tra tutti quelli che in questi giorni ne stanno parlando – mi riferisco ai politici – nessuno vorrebbe abolirla?
A pensar male si fa peccato, però…
DestraLab scrive
5 gennaio 2008 @ 14:58
secondo me anche se ce ne fossero (e so che ce ne sono anche vicini a noi), sanno bene che non è una strada percorribile.
Leggo anch’io la provocazione di Ferrara come: un tentativo di aprire un libero confronto tra diverse ipotesi a proposito della vita umana che non c’entra nulla con la religione e con l’oscurantismo, con il centrodestra o il centrosinistra, dico io, ma che riguarda tutti per quel che – individualmente e come civiltà – vogliamo essere e diventare. È qualcosa che la lettera della legge, per fortuna, non può in alcun modo garantire.
nicola scrive
6 gennaio 2008 @ 14:11
Scusa, [mode "giustificazione sugli specchi" ON] stavo rispondendo all’autore (s.m.) del post [mode "giustificazione sugli specchi" OFF] ;-p.
Camelot, si, ne ho anche sentiti dire che la 194 andrebbe abolita, ma la maggiorparte si sono arenati sul “…e dopo?”
è divertente invece vedere sui blog vicini al PD che succede (da M.A. è il cos), sembra che CL a parte i paolotti siano finiti tutti nel centro-sx
.
Buona Epifania!
rino nania scrive
2 febbraio 2008 @ 10:39
La moratoria e’ una presa di coscienza diffusa che ne fa un fatto culturale di impatto travolgente. La donna, in questo contesto in cui i linguaggi si non imbliogliati, sembra orientata a sancire un “nuovo inizio” della storia delle idee, facendo chiarezza e dando coerenza e senso alla contenporaneita’. La donna ritorna, in questa maniera, ad essere soggetto “anticipatore e storico” che pone e si pone un limite, significando come l’umanita’ non possa appiattirsi ad un modernismo che conduce inevitabilmente verso dis-valori in cui il senso della vita viene marginalizzato e reso ininfluente nella costruzione della convivenza civile, ormai orientata ad un titanismo senza contenuti. Non ci si vuole accorgere di tale intrapreso percorso, divenuto fin troppo liquido, che conduce ad esiti esiziali laddove declina il tempo attuale seguendo una interpretazione senza una tavola di valori stabili e non relativi di riferimento. W la vita.