Partire dai contenuti

Le riforme scomode
Per giudicare se un accordo politico sia auspicabile occorre innanzitutto chiedersi se esso renda più facile attuare alcune riforme. Anziché dagli schieramenti meglio quindi partire dai contenuti, da un’analisi dei problemi che il governo, qualunque esso sia, dovrà affrontare dopo le elezioni.

Mi è sembrato che lo dicesse anche Gianfranco Pasquino, l’altra sera a Ballarò, davanti alle solite tabelle e tabelline:

Tabella

[...] Credo che se diventassero così come dice lei la colpa sarebbe, naturalmente, nel caso del centrodestra, dei 4 partiti che hanno accettato di candidare persone inaffidabili.
Credo che avrebbe fatto bene, se me lo consente dott. Floris, a mettere anche le infinite liste sul centrosinistra, perché il centrosinistra crolla anche perché era fatto di un numero spropositato di personaggi con partitini piccolissimi che alla fine hanno deciso di prendersi le loro libertà quando non avrebbero dovuto. Però il problema è numerico da un lato e dall’altro è un problema politico… Perché è giusto dire non c’è stata neanche una proposta vera di riforma elettorale… La proposta non è mai stata fatta… Il problema politico è che le alleanze devono essere fatta non su un programma di 281 pagine che nessuno in realtà aveva letto, quello del centrosinistra, ma su alcune poche priorità sulle quali c’è una convergenza chiara e che sono quelle che il governo farà nei primi 100 giorni … Il paese deve esser governato, è il problema reale che il paese ha, cioè devono esserci alcune indicazioni su come risolvere alcuni problemi, senza queste indicazioni non si va da nessuna parte.

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1 Commento »

  1. alfonsofuggetta.org » Blog Archive » Mezzo e contenuto scrive

    9 febbraio 2008 @ 19:06

    [...] Leggo ora un commento di Destralab di tenore [...]

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