Erano gli anni

[...] Le luci nella sala dell’Auditorium di Roma sono basse, solo quattro poltroncine sul palco. Il presidente della Camera e vicino a Walter Veltroni, di fronte siedono Giampaolo Mattei e Giommaria Monti, autori del libro “La notte brucia ancora“. Giampaolo è il fratello di Virgilio e Stefano, morti carbonizzati il 16 aprile 1973 nel rogo di Primavalle.
Erano “gli anni dell’odio, del nemico”. Giampaolo aveva solo 4 anni, quando quella terribile notte morirono tra le fiamme i fratelli.
Anni di piombo: fu il nostro Vietnam, a lungo rimosso
aggiunge Veltroni, artefice, da sindaco, dell’abbraccio tra Giampaolo e la madre di Valerio Verbano, giovane di sinistra ucciso con un colpo alla schiena nel 1980.
Assieme alla ricostruzione e al ricordo di quella notte del 16 aprile del 1973, la cosa che fa più impressione è la manipolazione che ci fu attorno, orchestrata anche dai mezzi di comunicazione di allora. L’idea di fondo, anzi quasi il dogma, era che non poteva essere stato chi invece era stato. Perché erano quegli anni, anni terribili. Ogni giorno un morto ammazzato, un gambizzato, un attentato: abbiamo vissuto dieci anni così. È difficile per fortuna spiegare ai ragazzi di oggi quel clima. Un clima per cui un compagno di classe con idee diverse dalle tue si percepiva come un nemico.
















