Discontinuità

Michele Salvati ci dice oggi (casualmente…), che secondo un’analisi dell’Itanes (acronimo per Italian National Elections Studies dell’Istituto Carlo Cattaneo di Bologna) sulle elezioni del 13-14 aprile, da poco pubblicata dal Mulino, forse è stato proprio il tentativo di affermare una discontinuità rispetto alla precedente coalizione di centrosinistra – da parte di Walter Veltroni, che si era persuaso che il giudizio negativo sul governo Prodi fosse irreversibile – che non ha funzionato.

Il governo Prodi avrebbe dovuto segnare la maggior discontinuità possibile e immaginabile, rispetto al predecessore Berlusconi… Discontinuità chiedeva il Ministro della Solidarietà Sociale dello scorso esecutivo per votare in parlamento a favore del suo governo e della sua maggioranza, che cercava di rifinanziare la missione in Afghanistan… L’elezione di Walter Veltroni alla segreteria del Pd, ha segnato la più forte discontinuità nel panorama politico italiano dell’ultimo 50ennio, incarnatasi nella scelta delle primarie per eleggerlo. Veltroni: dalle primarie richiesta di discontinuità.

“Il voto di ieri è una risposta all’antipolitica, come è stato detto. Ma non è un voto in continuità con la politica di questi anni. E’ un voto in discontinuità.”

Casini invocava: Serve discontinuità, Silvio non è il padrone. Anche prima erano in tanti a chiederla a gran voce. «Discontinuità» e crisi di governo. Marco Follini, prima di passare armi e bagagli al centrosinistra, è stato il teorizzatore principe della discontinuità.

E che fa oggi il segretario del Pd per rilanciare il partito?

Annuncia la svolta e usa la parolina magica: D I S C O N T I N U I T A’. Nella regione di Bassolino serve forte discontinuità.

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