Decisioni & innovazione
di Stefano Quintarelli
[...] Il ruolo del pubblico è quindi duplice: da un lato come grande cliente del mercato delle tecnologie e dall’altro come soggetto che definisce regole finalizzate allo sviluppo complessivo. Questo ruolo non è facile perchè promuovere il nuovo implica mettere in discussione l’esistente. La raccomandata elettronica, ad esempio, ha degli impatti positivi legati all’efficientamento complessivo del sistema, alla diffusione delle telecomunicazioni e dell’informatica e quindi all’innovazione dei sistemi informativi e dei processi, ma implica una probabile riduzione dell’attività del sistema postale.
Il pubblico ha un dilemma davanti a sè: promuovere l’innovazione a vantaggio delle future generazioni o tutelare l’esistente a vantaggio di legittimi interessi consolidati? Tutti amiamo il cambiamento, soprattutto quando riguarda gli altri.
Marconi negli anni ’30 inventò una prima versione del Radar, il “radiolocalizzatore” dedicandovi l’ultima parte della sua vita. Nella campagna vicina a Castel Gandolfo, nel 1933, dimostrò la sua tecnologia ad alti esponenti delle Regie Forze Armate. Su cosa investire? su cose materiali tradizionalmente note (l’incrociatore) o su cose immateriali innovative (il radar)?
La marina preferi finanziare lo sviluppo di un più tradizionale incrociatore, contrariamente a quanto fecero le altre nazioni.
Di fronte alle coste greche il 28 marzo 1941 la flotta inglese attaccò quella italiana, incapace di reagire nel buio della notte, lasciando in mare più di 2300 vittime. E solo allora i vertici dell’epoca capirono l’importanza del radar.
Oggi come allora, pur senza lo spettro della guerra, occorre una forte leadership in grado di prendere decisioni e iniziative che siano utili a livello di sistema anche se magari legittimamente impopolari a livello di interessi locali.
Prese queste decisioni il pubblico e le grandi imprese (pubblica amministrazione, banche e TLC in primo luogo) devono orientarsi per dare loro applicazione pratica, per non farle rimanere innovazioni sulla carta.
Ma prima ancora è necessario che il pubblico si doti della capacità di conoscere, capire e valutare le innovazioni tecnologiche. In due parole, di cultura scientifica.
E’ l’intervento di Stefano su Nova24 di questa settimana (numerone!, letto tutto solo oggi), in versione orginale (che per ragioni di spazio non è potuto entrare sul giornale). Le riflessioni sono assolutamente condivisibili e, secondo me, valide non solo per le Tlc, sarebbe utile fare lo sforzo di applicarle anche ad altro se volessimo davvero che le “innovazioni” non rimanessero sempre e solo sulla carta.
E servirebbe, che tutti, volessimo davvero vincerla la sfida. E, dice Stefano, molto può essere fatto sia in termini di ricerca che in termini di divulgazione, non solo per quanto riguarda le Tlc, aggiungo io.
p.s.: Si parla anche (su Nova) di Progetto Kublai e di sicilia.


















Stefano Quintarelli scrive
12 ottobre 2008 @ 14:10
grazie…
DestraLab scrive
13 ottobre 2008 @ 08:17
per me funziona al contrario, grazie a te eventualmente