Cosa abbiamo da spartire
L’uovo di giornata
Bisogna leggere con attenzione l’articolo di Giuseppe D’Avanzo oggi su Repubblica: Le parole maliziose cancellate a Milano“. Si tratta di una lettura utile perché se ne trae la dimostrazione di come il quotidiano di Ezio Mauro sia impegnato in queste settimane a scrivere una storia parallela e rovesciata delle vicende del paese. continua
[l'Occidentale]
Rimane che, purtroppo, ad oggi chiunque (anche D’Avanzo, a questo giro) può permettersi di dire qualunque cosa visto che nessuna ipotesi è verificabile.
E il premier ombra, intanto, annuncia la grande raccolta di firme a difesa della democrazia e dei salari. Veltroni: «Cinque milioni di firme contro il governo».
L’iniziativa arriva proprio dopo che un fine “intellettuale democratico” sull’Espresso, Il Sud e le ripetute follie siciliane, si era chiesto:
Ma come accettare le ripetute follie del popolo sovrano? Come non chiedersi cosa abbiamo ancora da spartire noi italiani con la democrazia parlamentare? In tutte le province siciliane il popolo sovrano plebiscita i conservatori e cancella le poche isole progressiste…
p.s.: Mi era sfuggito Il principe senza legge, chiedo venia, quello:
che la legalità non è più un valore, che la libertà di comunicare sembra ferita a morte, che si stanno mettendo le manacce sulle (ma li mortacci sua) delicatissime questioni della giustizia, che gli equilibri democratici ormai vacillano, che il presidente del Consiglio occupa il centro di un sistema di feudalità, e mica è finita [...] che l’uguaglianza è morta, la solidarietà è morta, il razzismo è in fiore, la dignità umana viene calpestata, il craxismo sta vincendo, le elezioni non sono più un esercizio di democrazia, macché, tutt’al più un lavacro per il principe losco, sciolto dall’osservanza delle leggi …
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