Blogger & dintorni

Aveva detto qualche giorno fa Nicola Rossi, penso non riferendosi solo alla vicenda Alitalia: «L’idea che possano esserci imprenditori amici e imprenditori non amici è alla radice di alcuni fra gli errori più clamorosi della sinistra».

Aveva detto ancora Luigi Angeletti qualche giorno fa, dimostrando, quantomeno, di non essere smemorato:

… la trattativa con Air France è fallita dopo che la Cgil e la Cisl hanno fatto la loro controproposta.

Ha ricordato, oggi l’amministratore delegato di Banca Intesa Sanpaolo, nell’intervista rilasciata a Dario Di Vico:

Penso solo una cosa: il fallimento dell’Alitalia scaricherebbe sulle spalle dello Stato oneri di tutti i tipi. Qualcuno fa finta di dimenticarselo e dimentica anche che la compagnia è stata ridotta in fin di vita da anni e anni di cattiva gestione e di responsabilità diffuse.

Non aveva potuto esimersi Eugenio Scalfari dal solito editoriale farcito di truffe, imbrogli etc etc (rileggere con cura e attenzione dall’archivio di repubblica cosa pensava e diceva nel 1999), a cui replica Vittorio Feltri: Le contorsioni di Scalfari.

Il popolo dei blogger si divide, come sempre più spesso accade, purtroppo solo tra chi ha fede in Berlusconi e chi taccia il presidente del Consiglio con epiteti irripetibili. Sui tanti post sulla vicenda, come al solito ad animare il dibattito su Alitalia, come su tante altre cose, è solo la posizione politica precostituita e come dice Bisin a proposito di dibattiti italici, molti usano il solito, ovvio trucchetto retorico: si critica una posizione estrema ed irragionevole e si ricavano da queste conclusioni che riguardano la questione specifica, si critica solo partendo da posizioni politiche contrapposte, più che fare considerazioni economico-finanziarie. E c’è da rimanere inorriditi nel leggere certi commenti e certi post. Ancora adesso sfugge ai più (o viene completamente ignorato) il rischio che lo stesso Giavazzi pur criticando aspramente il piano, non dimentica di sottolineare.

Il tutto condito spesso dalla solita riscrittura dei fatti e della storia a cui non sfuggono, questa volta, neanche loro, da sempre i più lucidi e nel merito indiscutibili con i loro aapprofondimenti – diventati per l’occasione i beniamini dei blogger antisilivio-antifenice e gli unici veri difensori rimasti a presidiare la libera informazione – quando rircordano e sottolineano che l’offerta Air France-Klm dello scorso marzo fu sonoramente bocciata dai sindacati e dall’allora candidato premier Berlusconi in campagna elettorale, dimenticando qualcosa, forse (che la compagnia è stata ridotta in fin di vita da anni e anni di cattiva gestione e di responsabilità diffuse…). O no? E non solo.

Io, invece, mi ero già domandata come fa oggi Feltri:

con quali poteri Silvio avrebbe fatto saltare il negoziato, lui che all’epoca era un semplice deputato? Infatti era Romano Prodi (…) (…) il presidente del Consiglio.

E, guarda un po’, lo avevo chiesto anche agli estensori dell’articolo, un paio di giorni fa, in un commento che a quanto pare non “merita” di essere pubblicato. Come non “meritava” un precedente commento inviato alla Voce.info (su un articolo di Boeri). Commenti incappati evidentemente in un qualche sistema “antispam”  che cerca di “preservare” e salvaguardare il “tono” dei commenti.

Invitandovi a leggere i pochissimi che hanno, invece, sempre avuto la cattiva abitudine di essere coerenti e non soffrire di amnesie e dimenticanze varie, senza mai lasciarsi condizionare da amici e non amici.

Tra le altre cose vorrei sottolineare come lui, che:

è veramente disonesto il “grido di dolore” di quanti lamentano, nel medesimo tempo, la durezza dei costi sociali e l’onere che la collettività dovrà sostenere per “ammortizzarli”.

E intanto inzia l’abituale balletto.

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1 Commento »

  1. blogantropo scrive

    2 settembre 2008 @ 01:00

    Scusate ma non possiamo creare un’ “Alitalia Ombra” così da permettere loro di giocarci senza fare danno?

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