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7 settembre 2008
E’ apparso un po’ spietato. Bravo, ma un tantino spietato, Vittorio Zucconi, nelle sue cronache americane su Repubblica. Perché non c’è dubbio. Non c’è dubbio che questi repubblicani siano un po’ troppo profondi, non nel senso del pensiero, ci mancherebbe altro, in quello dell’America profonda, bazzicano le stalle, i rodeo, non sanno comportarsi a tavola, indossano sempre il loro cappello da vaccari, agitano quella cacchio di bandierina, credono in Dio e insomma, sono infinitamente meno urbani dei democratici metropolitani che bazzicano il Tribeca film festival. Ha ragione, Zucconi, il quale essendo di Bastiglia (Modena, tremila anime, 170 stalle) conosce bene la strada dell’emancipazione. Ha ragione anche quando mette i guanti prima di parlare di Sarah “Barracuda” Palin, “la piccola donna cristianissima, la signora bianca venuta dal nulla, con la gonna attillata, i tacchi a spillo e l’acconciatura stile famiglia Simpson”. Ma è sembrato spietato quando ha scritto del “suo dolce neonato down usato sfacciatamente come ‘prop’, come attrezzo di scena”. Elegante, ma spietato. Ci pensi un po’. Una signora à la page, come lui la vorrebbe, magari si presentava sul palco delle presidenziali con la tazza del cesso in braccio e dentro un feto morto.
di Andrea Marcenaro

Una donna che fa politica ad altissimi livelli è una vittoria della democrazia e un simbolo di progresso. Ma se si candida con la destra è uno squalo in gonnella con l’armadio pieno di scheletri. Una ragazza che rimane incinta a 17 anni è una giovane che ha scelto di vivere in modo autonomo e coraggioso la sua femminilità. Ma se si tratta della figlia della candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati Uniti è solo una zoccoletta che si è fatta ingravidare dal cafone di turno. Benvenuti nelle cronache “progressiste” della campagna elettorale americana. Il modo con cui i media di sinistra stanno raccontando le vicende di Sarah Palin e di sua figlia Bristol andrebbe studiato nelle facoltà di psicologia, per cercare di capire come gli esseri umani possano dimenticarsi in pochi istanti tutto quello con cui si sono riempiti la bocca per anni. continua

Lo schema è sempre lo stesso.

Il punto è che Obama e Palin sono la quintessenza dell’America, della stessa America

p.s.: Qui altro fulgido “raffinato” esempio.

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