Azione in 5 punti

[Ansa] – Questo il testo del comunicato approvato dai ministri delle finanze e dai governatori del G7 con il titolo “Piano d’azione“. Secondo gli osservatori il comunicato va al di là di quelli emessi di consueto dal G7 al termine delle proprie riunioni, in quanto è a punti e si concentra su un unico argomento, la crisi, mentre solitamente gli altri fanno riferimento a più argomenti.

“Il G7 ha concordato oggi che la situazione attuale richiede azioni urgenti ed eccezionali. Siamo impegnati a continuare a lavorare insieme per stabilizzare i mercati finanziari e riattivare il flusso del credito al fine di sostenere la crescita economica globale. Siamo d’accordo sul:

1. Intraprendere azioni decisive e utilizzare tutti gli strumenti disponibili per sostenere istituzioni finanziarie importanti per il sistema e prevenirne il fallimento

2. Intraprendere tutti i passi necessari per scongelare il congelamento nel credito e nei mercati monetari e assicurare che le banche e le istituzioni finanziarie abbiano accesso a liquidità e fondi

3. Assicurare che le nostre banche e altri principali intermediari finanziari possano raccogliere capitali da pubblico cosiccome da fonti private, in un ammontare sufficiente a ristabilire fiducia e a permettere che continuino a fornire a dare prestiti alle famiglie e al business.

4. Assicurare che i nostri rispettivi programmi garantiti e le nostre garanzie nazionali sui depositi siano robusti e coerenti cosicché i nostri depositari continuino ad avere fiducia nella sicurezza dei loro depositi.

5. Assumere azioni appropriate a riavviare il mercato secondario dei mutui e di altri assett. Sono necessarie accurate valutazioni e pubblicazioni trasparenti degli asset nonché la coerente attuazione di standard di alta qualità per gli acconti.

Queste azioni vanno intraprese in modo che proteggano i contribuenti ed evitino effetti potenzialmente dannosi su altri Paesi. Useremo strumenti macroeconomici se sarà necessario e appropriato. Sosteniamo fortemente il ruolo cruciale dell’Fmi (International Monetary Fund) nell’assistere i Paesi colpiti da questa crisi. Accelereremo l’attuazione piena delle raccomandazioni del Financial Stability Forum e siamo impegnati a premere sulla necessità di una riforma del sistema finanziario. Rafforzeremo la cooperazione e il lavoro con gli altri perché il piano venga realizzato.

I commenti di Tremonti e Draghi che rappresentavano l’Italia: Soddisfatto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti: «Sono state accolte le nostre richieste». Mentre il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, giudica «eccellente» il comunicato del G7:

Tremonti ha poi aggiunto che gli accordi di Basilea-2 sono ormai «morti», mentre Draghi si è limitato a dire che «dovremo farli resuscitare in un’altra forma».

Tremonti insiste sulla necessità di riformare i sistemi contabili:

Gli Ias», sottolinea, «sono stati forse un errore e Basilea 2 è morta, almeno questa è l’impressione. Tutte le banche fallite erano in regola con Basilea 2. Evidentemente», sottolinea il ministro, «c’è qualcosa che non va».

E anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ammette che molte cose non hanno funzionato.

«Basilea 2 non è morta», dice, «ma ha bisogno di essere resuscitata in altre forme. La chiameremo Basilea 3». E anche sugli Ias, il sistema contabile internazionale, richiama la necessità che ci sia «coerenza tra Europa e Stati Uniti».

update: Qui invece, per chi vuol saperne di più sulle posizioni degli economisti e su quello che secondo loro i leader politici dovrebbero fare subito per contrastare la crisi: Rescuing our jobs and savings: What G7/8 leaders can do to solve the global credit crisis, l’appello di 19 di loro ai leader del G7 e del G8 perché “a partire dai vertici del prossimo fine settimana (ndr quello appena svolto da dove sono usciti i 5 punti) si accordino e mettano in campo azioni rapide e coordinate.”

We are in the throes of what is almost certainly the most serious economic and financial crisis of our lifetimes. The crisis is no longer a US crisis or even a US and European crisis; it is a global crisis. It has spread from Wall Street to Main Street. It is not just investment portfolios and retirement accounts but jobs that are now at risk. There is a need for urgent action. The policy response needs to be decisive. It needs to be global. The stakes could not be higher.

Gli autori vengono da diversi continenti e da differenti scuole di pensiero, ma evidenziano una significativa convergenza su alcuni punti: per stabilizzare il sistema finanziario serve una ricapitalizzazione delle banche coordinata; è necessario un intervento comune a garanzia dei depositi e dei prestiti; c’è bisogno di stimoli macroeconomici condivisi”.

I contributi sono firmati da Alberto Alesina e Guido Tabellini, Michael Burda, Charles Calomiris, Roger Craine, Stijn Claessens, J. Bradford DeLong, Douglas Diamond, Anil K. Kashyap e Raghuram G. Rajan, Barry Eichengreen, Daniel Gros, Luigi Guiso e Marco Pagano, Avinash Persaud, Richard Portes, Charles Wyplosz, Klaus Zimmermann e Angel Ubide.

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2 Commenti »

  1. John Christian Falkenberg scrive

    11 ottobre 2008 @ 13:45

    Tremonti deve cambiare spacciatore. Gioire per la “morte” di Basilea 2 equivale a gioire per la reintroduzione della censura in un paese totalitario: i problemi continueranno ad esserci, ma nessuno ne parla piu’

  2. DestraLab scrive

    11 ottobre 2008 @ 15:42

    “Gli Ias sono stati forse un errore e Basilea 2 è morta, almeno questa è l’impressione. Tutte le banche fallite erano in regola con Basilea 2. Evidentemente c’è qualcosa che non va”.
    Non mi sembra si possa definire “gioire”, almeno non somiglia e non mi sembra molto dissimile, anche se nella forma si differenzia, da quanto detto da Draghi:
    “Basilea 2 non è morta, ma ha bisogno di essere resuscitata in altre forme. La chiameremo Basilea 3″. E anche sugli Ias, il sistema contabile internazionale, richiama la necessità che ci sia “coerenza tra Europa e Stati Uniti”.
    Senza polemica, anche perché so bene come la pensi, tu e non solo :-)
    Vi leggo con attenzione e linko spesso, ma le “forme polemiche” simili a quelle usate da Bersani (quelle sì), mi convincono poco.

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