Sullo stato di salute del capitalismo
Il liberalismo in senso storico, quello che dice: market if possible, government if necessary
“Siamo di fronte ad una svolta che richiede nuove categorie politiche. Il liberismo estremizzante non interpreta la realtà, sta facendo molti orfani intellettuali”. A loro e a chi non s’è ancora accorto di essere orfano, Giulio Tremonti propone di passare dall’ideologia al realismo: il mercato se è possibile, lo stato se necessario.
Sul Foglio di oggi Tremonti ci spiega la crisi della tecnofinanza e non solo. E poi Benedetto Della Vedova commenta e dissente in parte dalla proposta di riforma fiscale firmata Felli&Tria, che avevano discusso di ridurre le imposte sui redditi e aumentare quelle sui consumi, in attesa che l’Italia capisca che ridurre le aliquote non significa ridurre le tasse, con una tassazione che passi, per dirla alla Tremonti, dalla persone alle cose.
E poi sempre lui, da leggere, Imposta sui consumi in quattro mosse.


















libertyfighter scrive
23 ottobre 2007 @ 15:43
Ma se lo stato si frega gi’ il 20 per cento su ogni stupidaggine che si compra….
E poi come definisci “consumi” ?
Gli investimenti cosa sono?
E chi definisce cosa sia un investimento e cosa un consumo.
Ne abbiamo abbastanza di geni che vogliono inventare nuove leggi economiche.
Lasciate al popolo la possibilita’ di scambiare beni senza l’ingerenza statale, e lasciategli ANCHE tutti i soldi in tasca.
Poi, se vi servono soldi, convinceteli a stipulare un regolare contratto come si fa tra individui adulti.
E smettetela di inventare diritto positivo.
lamiadestra scrive
23 ottobre 2007 @ 17:00
Ecco, se l’onorevole Giulio facesse il favore di tornare al suo vecchio amore, i socialisti, a questo punto ne saremmo tutti contenti. Purtroppo per lui, non ha detto una cosa giusta. Purtroppo per noi, nessuno o quasi se ne accorgerà. Perchè criticare il mercato elencando una serie di fallimenti dello Stato non è una trovata particolarmente geniale!