Premiata ditta Grillo & Travaglio
La politica che si lascia umiliare
[...] È dunque una politica debole quella che si fa umiliare da Beppe Grillo, dal cupo calderone forcaiolo nel quale trovano spazio e risate perfino le accuse a Marco Biagi. Ma la responsabilità non va cercata nel senso comico di colui che fu un tempo un cabarettista di valore e che oggi somiglia a quella che Gramsci chiamava «la donnetta che costruisce stregonerie» a uso dei subalterni. In altre circostanze il Vaffaday sarebbe stato recensito nelle pagine dello spettacolo, probabilmente con qualche stroncatura. Oggi, in mancanza di quella politica autorevole perché forte delle sue convinzioni e delle sue responsabilità, l’antipolitica può permettersi anche quest’ultimo e spettacolare trionfo.
A Marco Travaglio, che oggi sull’Unità fa una requisitoria-esaltazione del comico e del popolo del V-day, negandone la carica antipolitica e negando che si sia parlato o solo sfiorato Marco Biagi, arrivando anzi a sostenere che la legge 30, come la chiamano quelli come lui, viene arbitrariamente accostata al giuslavorista ucciso dalle brigate rosse; e a qualche “amico” (di web) che stimo e linko spesso che ieri lamentava la censura dei tg (oggi può essere soddisfatto credo, editoriali, analisi sociologiche e prime pagine dedicate al “fenomeno”), consiglio intanto di guardarsi questo, leggiamolo in toto il signor Grillo e leggiamo anche le repliche articolate.
E’ facile condividere qualcuna delle cose che urla Grillo, è facile chiedere, oggi, in tempo di trionfo editoriale di Stella e company, che un condannato in via definitiva non possa sedere in Parlamento, più complicato o forse meno interessante, articolare proposte, trasformarle in azioni politiche concrete.
Ma poi una cosa qualcuno dovrebbe spiegarla, perché lo scorso governo era responsabile di tutte le iatture, mentre questo è solo “spettatore” incapace e ininfluente?

















Rino scrive
10 settembre 2007 @ 14:44
Io, che provengo da destra e che credo in un valore insito delle Istituzioni, non amo l’antipolitica. Non mi piacciono i discorsi che vogliono buttare tutto all’aria senza avere una proiezione positiva ed un progetto da realizzare. Oggi che non vi sono più le ideologie appare ancor più fragile la politica che non sceglie che strada seguire e che vive alla giornata. Ma la risposta, a mio modesto parere, non la dà Beppe Grillo, che nel criticare è bravo ed a volte condivisibile, ma che non prefigura alcuna soluzione se non quella che Saramago, in uno dei suoi utimi romanzi “Saggio sulla lucidità”, che viene rappresentata con la scheda bianca, come espressione di voto e di rifiuto dello statu quo.
Ancora forse mi illudo che la politica possa trovare al proprio interno delle risorse e delle ipotesi di sviluppo, ma credo che il grande limite sia attualmente rappresentato dall’assenza di dialettica: senza la discussione ed il confronto alcuna riflessione potrà essere condivisa e qundi le derive qualunquistiche appaiono come inevitabile approdo. Oggi Andrea Romano su “la Stampa” sollecita una presa d’atto, ma che và correlata ad una voglia, che non sia pia nè solipsistica, di Politica, che ancora in una qualche maniera ancora viene in evidenza, sebbene segua un percorso carsico.
.. e se una delle soluzioni di agorà sia la “Smart Mobs”, ovverosia la piazza grande della rete ?
Aldo Santi scrive
10 settembre 2007 @ 20:31
Tra le osservazioni che avete segnalato trovo abbastanza interessante il post di Bonacina, che osserva questo V-day sul fronte non solo politico ma anche sociale.
L’iniziativa, benche’ venga da un Grillo che spesso e’ parecchio becero, ha avuto la grande utilita’ di scuotere la gente dal torpore che la politica di oggi ormai favorisce… e tutto grazie alla rete e senza appoggi dei media
http://bonacina.wordpress.com/2007/09/09/v-day-impressioni-di-settembre/
sono d’accordo anch’io. con il governo che ci ritroviamo, ci vorrebbero altri v-day, anche senza Grilli dietro.
Ferd scrive
10 settembre 2007 @ 22:44
Anch’io punterei ad approfondire l’aspetto net-sociologico vincente del V-day, ce ne vorrebbe uno al mese su ogni tema pesante, dal conflitto d’interesse all’assurdità di pacs, dico e cus (come vedreste un bel V-day che mette i valori della famiglia al centro del dibattito?).
E trovo molto centrato anche il commento di Carlà:
http://www.finanzaworld.it/blog/il-potere-del-blog
DestraLab scrive
11 settembre 2007 @ 12:34
io non intendevo minimizzare, solo non ne condivido i metodi e spesso i contenuti. Sono tra quelli che pensa ancora che la democrazia senza partiti non esiste…Anche lui approfondisce la questione, apprezza, ne vede i limiti e ipotizza scenari futuri.
Condivido questa parte, tengo questo blog anche per questo: Uno dei modi attraverso i quali si sviluppa la consapevolezza delle persone è proprio l’informazione. Il miglioramento dell’informazione…