Mi piacerebbe

Ci sono in Italia grandi cancri rimossi. Posti dove la mafia e la criminalità organizzata non uccidono, non fanno rumore, non fanno una piega. Dove scorre meno sangue di anni fa, ma si decidono strategie economiche. Posti come Casal di Principe, come Platì. Posti che la politica rimuove. Bisognerebbe ascoltare le parole di Franco Roberti, procuratore aggiunto antimafia a Napoli, che chiede maggiori risorse per le indagini economiche. Mi piacerebbe che la sinistra cominciasse daccapo. Mi piacerebbe che la destra potesse riprendere quella vocazione antimafia che fu del Msi, e che in molta parte del sud riuscì ad essere riferimento e in cui si riconosceva anche Paolo Borsellino, quando provava a individuare e fermare i rapporti tra clan e politica

Ritorno a Gomorra: [...] La camorra non esiste urlacchiano, dichiarano ai giornalisti e alle telecamere. Sembra una provocazione. A leggerla senza capire, come una frase pronunciata da chiunque sembra ridicola, persino scontata. Nelle barzellette i mafiosi dicono che la mafia non esiste. Ma non è così. Camorra è una parola che non sopportano, sa di crimine comune, quelli che loro individuano a Napoli. Rapinarolex, ladri d’auto. Qui c’è imprenditoria, investimento. I clan di qui costruiscono l’Emilia Romagna, investono in Romania, si comprano casinò in molte parti del nord, e alberghi, e commerciano nel burro e nelle bufale, nei trasporti e nei rifornimenti di carburante. Dov’è la camorra? I soldi del racket e del narcotraffico sono fatti con metodo aziendale…

Un quadro che dovrebbe far riflettere chi fa politica. Perché oggi la società di tante città del Sud, dove purtroppo l’Istat ci dice questo, reagisce proprio come la descrive Saviano. Ma la politica, tutta la politica si occupa d’altro.

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