Lui e l’altro
Lui è Michele Tiraboschi con la sua replica ad un post dell’altro, Beppe Grillo, che riportava la sua introduzione al libro “Schiavi moderni”:
La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età. Prima non c’era, adesso c’è. Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato progetto per poter applicare la legge Biagi e creare i nuovi schiavi moderni. Dal pulire i cessi al rispondere al telefono.
Lavoratori dipendenti si sono trasformati in imprenditori con partita Iva, senza soldi e senza sicurezze. Lavoratori transbiagici. Una sottospecie di schiavi.
Tiraboschi ha preso carta e penna e ha replicato con una lettera, chiarendo che le testimonianze del libro sono spesso situazioni “di disagio vero, ma in modo del tutto sbrigativo e scorretto” se ne da colpa in toto alla Legge Biagi, e cita un paio di esempio riportati da Grillo:
- C’è un ragazzo che descrive le sue peripezie iniziate nel ’94, nove anni prima dell’entrata in vigore della Biagi.
- C’è un affezionato del blog che parla della ragazza che lavora gratis nella pubblica amministrazione «con la promessa di avere un contratto Biagi». Quando la Biagi non si applica al pubblico impiego. “Forse il ragazzo non lo sa, ma il Tribuno del popolo dovrebbe saperlo“.
Ricorda che i rapporti Ocse hanno certificato che le riforme del lavoro “hanno contribuito a creare oltre due milioni e mezzo di posti di lavoro in più“.
Per concludere: “Ci sono vari modi per solidarizzare con chi ha ucciso Biagi. Uno di questi, tra i peggiori, è quello di manipolare la verità.”
La controreplica di Grillo non si è fatta attendere. Nulla sulle questioni di merito, ma da ieri nel sito è comparso un allarme sul diritto di critica:
“Se dai voce ai precari, vittime della legge Biagi, sei un terrorista, e se a qualcuno venisse il dubbio che il terrorista è lo Stato?” con tanto di auspicate sane manganellate democratiche.
[via ilGiornale]


















libertyfighter scrive
10 settembre 2007 @ 18:43
Interessante.
Grillo, non dice tutte idiozie.
Soprattutto quando dà del terrorista allo Stato.
Siamo sulla strada giusta. Terrorista è il concetto stesso di democrazia. Terrorista è il concetto stesso di un’entità che può rubare alle persone tempo e soldi creando ad arte leggi e cercando di convincerti che è anche giusto.
Ma
Sulla legge Biagi, Grillo ha torto. Ha torto perché la legge Biagi, e ancor prima la legge Treu, non hanno fatto altro che prendere atto di una cosa evidente. Il mondo è troppo veloce perché una singola persona possa vivere per tutta la vita dello stesso lavoro. Perché aziende nascono e falliscono in meno di una generazione, perché comunque non è detto che una ditta abbia bisogno di un tipo di lavoro vita natural durante.
Detto questo, ciò che Grillo dice essere avvenuto in Italia, è vero. Ma è dovuto paradossalmente all’ingessamento del mercato del lavoro. Prima di tutto, c’è un enorme prelievo fiscale che non permette ai lavoratori, che con il lordo pagato loro dall’azienda potrebbero permettersi anche periodi di inattività alla ricerca di opportunità di lavoro migliori, di restare a lungo senza lavoro. E questo ovviamente li svantaggia.
C’è ancora lo Stato che si fa garante della scomparsa delle pensioni dei giovani, ai quali se fossero lasciati in tasca tutti i contributi, la pensione arriverebbe comunque. Lavoro precario o meno.
C’è ancora uno Stato che ruba il TFR, e disagia sempre di più il lavoratore.
Ancora, in Italia ci sono pochissime aziende, perché anche queste sono strangolate dalla fiscalità. Essendoci poche aziende e tanta manodopera, ovviamente la concorrenza funziona solo sul versante offerta di lavoro e non sul versante domanda di lavoro.
Se in Italia nascessero molte più aziende, per un lavoratore sarebbe meno difficile trovare un altro posto, e le aziende stesse dovrebbero pagarle di più per trattenere i lavoratori.
Ancora ci sono i finanziamenti statali a distruggere la concorrenza tra imprese, molte delle quali, prosperando sui finanziamenti non hanno interesse a mantenere persone in gamba, anche retribuendole di più, perché verranno finanziate indipendentemente dalla qualità di ciò che realizzano.
E’ chiaro che se si permette alla politica di bloccare il mercato tramite leggi e leggine, il mercato si indirizzerà a favore dei gruppi di pressione più forti.
E i gruppi di pressione più forti sono quelli che possono pagare la politica per trarne leggi che li privilegiano.
Ma Grillo purtroppo non è sufficientemente esperto di economia liberale per capire queste semplici verità.
D’altra parte in uno Stato che osanna Keynes, non può essere altrimenti.