Archivio di agosto 2007

Mare, mare, mare…

Vulcano

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Polemiche estive

La tragedia di Livorno nella quale sono morti quattro piccoli rom, ha aperto più di un caso politico.

E’ scontro all’interno della maggioranza ed è botta e risposta con L’Europa.

A finire nel mirino delle critiche le dichiarazioni del ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, che ha accusato “Comuni e Regioni di considerare soldi gettati al vento quelli da destinare all’integrazione delle etnie nomadi”.

“La verità è che occuparsi di rom, di nomadi e di immigrati non porta voti. Anzi, li fa perdere. Molte amministrazioni locali, anche davanti alle condizioni disumane dei campi voltano la testa dall’altra parte. Per poi piangere se quattro bimbi muoiono bruciati. Mentre la destra alimenta il fuoco della paura e dell’intolleranza…”.

Cioè la colpa è degli enti locali e a loro spetta trovare soluzioni.

Immediata la reazione allo scaricabarile estivo del Ministro responsabile, da parte dell’Anci che per bocca di Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente nazionale ha replicato:

“Nelle parole di Ferrero c’è il tentativo di usare la tattica dello scaricabarile. Ricordando che il titolo V della Costituzione consegna nelle mani dello Stato ogni responsabilità in materia di immigrazione, la politica dell’accoglienza ha bisogno di linee guida e devono arrivare dall’esecutivo nazionale”.

Tra i più immediati nella replica anche Massimo Cacciari, altro sindaco di centrosinistra in carica a Venezia:

“Il ministro Ferrero crede che sia semplice sistemare i campi nomadi e aiutare i più indigenti, siano nomadi o meno, con i fondi tagliati? Lo sa che mettere in piedi un campo è di un’estrema difficoltà? Se sa tutto questo parli, altrimenti è meglio che stia zitto”.

A Romano Prodi, che si interrogava, invece, sul tremendo problema dei rom, quello dei rom è un problema politico complesso che l’Europa non ha ancora risolto, ha immediatamente risposto l’Unione Europea sferzante, ricordando, al presidente del Consiglio, che in questi anni è stato anche Commissario europeo, che le direttive non solo ci sono, ma che l’Italia è stata formalmente diffidata perché non le applica.

“contro l’Italia è già da tempo aperta una procedura di infrazione proprio per non aver ancora recepito la direttiva europea contro le discriminazioni basate sulla razza e sull’etnia”.

E il governo, questo governo, ha tempo fino al prossimo 27 agosto per rispondere a Bruxelles.

Si vede che il Premier era distratto e aveva anche rimosso, forse, di aver emanato nel frattempo un ddl sull’immigrazione.

Solo polemiche estive?

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Lamentele & politica debole

Quanto costa la politica debole:
Il costo della politica è un rapporto: fra le sue spese e il suo prodotto. È alto per le tante spese ma anche per lo scarso prodotto della politica. Saremmo meno infastiditi dalle «auto blu» se vedessimo più risultati dalla loro circolazione. La carenza del prodotto della politica ha due aspetti. Innanzitutto, l’inadeguatezza dei servizi pubblici. La politica si propone ai cittadini con l’atteggiamento demiurgico di chi vuole dirigerne i destini e promuoverne i valori e tralascia di concentrarsi sul suo compito essenziale: gestire bene l’amministrazione pubblica. Un secondo aspetto della carenza di produttività della politica, che il fumo demiurgico cerca di nascondere, è la sua impotenza. I politici hanno un potere appariscente e costoso, ma debole. Li accusiamo di sete di potere, di prevaricare col loro potere le nostre libertà. Ma di che potere si tratta? Soprattutto di mantenere clienti, uffici, relazioni, spazi mediatici necessari per rimanere al potere. L’«auto blu» rappresenta un potere autoreferenziale che intralcia il traffico senza governarlo. Luca Ricolfi ha usato la bella espressione «slegare il mercato» per sollecitare i politici a liberare le potenzialità della società e dell’economia dai lacci che limitano la competizione, sacrificano il merito, ostacolano l’efficienza. I lacci da slegare sono però manifestazione dell’impotenza più che dello strapotere dei politici. Non li slegano per non disturbare gli equilibri che i lacci preservano e che loro proteggono in cambio di consenso. [...]

[...] Che fare per rimediare? Oltre a un comodo «parliamone» ho solo da proporre un sospetto. Che la buona politica sia offerta poco perché è poco domandata dai singoli cittadini. Che la protesta per i costi della politica sia soprattutto una fuga dall’impegno personale, una cinica, sfiduciata, opportunistica richiesta di «meno politica», indipendentemente dalla sua qualità. Una lamentela controproducente perché offre ai politici l’appiglio di una controprotesta, con la quale rivendicano, giustamente e astrattamente, il primato della politica. Con parole altisonanti e velleitarie che, in circolo vizioso, scoraggiano la domanda di buona politica. Come si può rompere questo circolo vizioso?

Questo della politica “debole” è un mio pallino, qua il prof.Bruni lancia una provocazione forte, che dovrebbe spingerci alla riflessione.

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Senso del ritmo

Fuori tempo
[...] Eppure l’Italia, per voce del suo capo di governo, si distingue da questo fragile concerto per l’auspicio che Hamas evolva verso qualcosa di enormemente lontano da ciò che essa concretamente appare agli occhi del mondo. Il diritto di auspicare non si nega a nessuno, ci mancherebbe. Sarebbe stato meglio se i responsabili della nostra politica estera avessero atteso il momento giusto per formulare i pronostici più audaci. A meno di non voler pensare che ieri Prodi abbia voluto inviare un segnale di buona volontà a quella parte della sua coalizione che è stata recentemente bastonata sui temi di politica economica ma che, a corto di mitologie, guarda ad Hamas come a un eroico movimento di liberazione dall’oppressione sionista.

Ancora su La Stampa, un ermeneutico Andrea Romano, sul senso del ritmo e sulle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio.

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Decoro

Solo due parole su queste sospensioni, auto-sospensioni, dimissioni dal gruppo di appartenenza, che si sono susseguite in questo ultimo periodo.

La scelta di dimettersi-autosospendersi dal gruppo e non da deputato non è “dignitosa”.

Se ci si vergogna o si è pentiti di ciò che si è fatto (Selva-Mele), se non ci si ritiene più in consonanza con il partito (Caruso) che lo ha candidato e quindi automaticamente eletto (tramite il meccanismo dell’attuale legge elettorale), non si vede perché dovrebbero continuare a sedere in Parlamento.

A nessuno interessa che questi deputati-senatori restino o meno in questo o quell’altro gruppo: se hanno dei dubbi, se non ritengono più di poter più rappresentare le istanze del partito che li ha fatti eleggere e se il loro pentimento o la loro distanza fossero sinceri, le dimissioni le dovrebbero dare da parlamentari, dovrebbero lasciare il Parlamento.

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Scelta inattesa

Scelta inattesa. Come mai?

Google Pack Adds StarOffice, NOT OpenOffice:
A strange choice for Google when picking an office suite for their Google Pack software package. They’ve just added StarOffice, Sun’s office suite with features comparable to Microsoft Office. Why not choose the more popular (and completely open source) software OpenOffice, which uses the StarOffice source code as its foundation?

[via mashable]

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Apologo

La storia dell’omicidio di Marco Biagi è una storia di follia, ma è anche un apologo sul linguaggio. Sull’uso leggero, poi disinvolto, infine irresponsabile delle parole. Sulle gabbie che si possono costruire, capaci di incastrare la vita di una persona, annodando insinuazioni, battute, scritte, volantini, frasi taglienti e anche silenzi ostentati. Non c’è bisogno di un regista, il risultato finale è dato dalla stratificazione dei piccoli comportamenti, apparentemente senza colpa, di molti.
[Spingendo la morte più in là - Mario Calabresi]

Tra gli esempi di piccoli comportamenti e stratificazioni, leggere qui e qui, tra quelli che credo abbiano letto Mario Calabresi questa estate, e non solo comprato il suo libro, leggere qua.

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Normovedenti & sviste

Il mondo è scritto piccoloLa Stampa.it
Anch’io comincio a pensare sempre più spesso che gli elenchi telefonici e le avvertenze dei medicinali siano concepiti solo per ventenni beatamente normovedenti.

Anche se forse Eugenia Tognotti dovrebbe sapere che Microsoft non è l’unica a fornire agli utenti l’utile opzione di ingrandimento dei caratteri e che il Vista non è la nuova versione del popolare browser Web.

Svista

p.s.: malignità: era “indispensabile” la citazione per microsoft?

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Fughe & presenze

Se vogliamo che per noi italiani quello di uno stato forte ed efficiente guidato da un élite politica autorevole e sicura non rimanga davvero un sogno, perché non si cominciano a modificare, con una bell’accordo bipartisan, le norme sulla compatibilità ed eleggibilità, che impediscano questa “vergogna” di vedere deputati e senatori, che fanno anche i consiglieri comunali superassenteisti, gli assessori o i sindaci?

Alle ultime amministrative abbiamo visto anche innumerevoli “squadre” di assessori designati infarcite di parlamentari, molti dei quali poi rinunciano o no solo in funzione degli equilibri politico-numerici che si vengono a creare.

A me non sembra molto credibile che un impegno a tempo pieno quale l’attività parlamentare sia conciliabile con queste cose.

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